I Riders ci sono. E il contratto?

Contratto Riders: argomento, ancora, spinoso. Passo in avanti o indietro?

 

Quello del contratto ai riders è un argomento piuttosto articolato e complicato.
Lavoratori precari, super sfruttati, senza una reale guida, figure importantissime durante il lockdown, i riders si trovano in bilico a livello legislativo.
Dopo diversi discorsi, confronti e ragionamenti, sembrava di essere, finalmente, giunti alla “quadratura del cerchio”, ma purtroppo non è così.
AssoDelivery e Ugl, infatti, si erano accordate riguardo alla regolamentazione del contratto per i riders, ma il Ministero del Lavoro ha fermato il progetto in corsa. Il motivo sono alcune perplessità sorte.

 

Vediamo un po’, nello specifico, cos’è successo.

 

L’accordo di AssoDelivery e Ugl

Partiamo dall’inizio: AssoDelivery, associazione che rappresenta l’industria italiana del food delivery (ad essa aderiscono Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats) e il sindacato Ugl (Unione Generale del Lavoro) avevano raggiunto un accordo. Sottoscrivendo un’intesa, che, nelle loro intenzioni, perfezionava la situazione dei riders, migliorandone le condizioni, aumentandone le tutele e fornendo indicazioni riguardo paga oraria, incentivi, regolamentazione del ruolo.

Il contratto stipulato per i riders prevedeva: in prima battuta, una paga oraria con un minimo sindacale lordo di 10 euro. Inoltre, si inseriva il riconoscimento delle indennità integrative, corrispondenti al 10%, 15% e 20% in caso del manifestarsi di una delle seguenti condizioni di lavoro: impiego notturno, festività e maltempo. Si contemplava anche un incentivo orario di 7 euro per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio presso una nuova città, anche nel caso in cui non vi fossero ordini attivi.

Infine, ogni 2.000 consegne effettuate, l’intenzione era quella di versare un premio pari a 600 euro.

Ovviamente, le dotazioni di sicurezza risultavano a carico delle imprese; a queste l’onere di fornire indumenti ad alta visibilità e caschi, da sostituire al raggiungimento di 1.500 e 4.000 consegne. Considerate anche coperture assicurative, necessarie a far fronte agli infortuni (INAIL) e per danni contro terzi.

E’ un momento storico”, ha commentato Matteo Sarzana, presidente di AssoDelivery “Per la prima volta la contrattazione collettiva raggiunge il mondo del lavoro autonomo introducendo compensi minimi, indennità integrative, incentivi, sistemi premiali, dotazioni di sicurezza, assicurazioni, formazione e molti altri diritti, mantenendo allo stesso tempo la flessibilità e la premialità che cercano i lavoratori del settore”.

Insomma, i firmatari hanno salutato l’accordo come il “primo contratto nazionale dei rider in Europa”. La associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e il Governo, però, sono di altro avviso.

 

Le maggiori associazioni sindacali non apprezzano il lavoro fatto

Cgil, Cisl e Uil si posizionano apertamente contro la soluzione di contratto per riders sottoscritta da AssoDelivery e Ugl, contestandola in quanto, secondo loro, non realmente vantaggiosa.

Il primo aspetto riconosciuto come negativo, consiste nel considerare i riders lavoratori autonomi, mentre dovrebbero essere dipendenti dell’azienda che commissiona loro il lavoro.

Inoltre, molto negativo il punto di vista riguardo alle tutele, insufficienti; il contratto per i riders sembra vertere “al massimo ribasso”, mantenendo una condizione di precarietà per tali lavoratori.

In un comunicato stampa fatto a nome di tutti i sindacati sopracitati, si dice, addirittura, che: “AssoDelivery e le sue associate non hanno mai voluto riconoscere il contratto collettivo della logistica per i rider, sottoscritto dalle altre categorie di riferimento nel 2018 che individua diritti e tutele più vantaggiosi. L’intesa con Ugl è un’operazione che prevede un basso salario e maggiore precarietà

Al malcontento generale si uniscono i sindacati diretti dei riders, tra i quali figurano Riders Union Bologna, Deliverance Milano e Riders Union Roma. Questi affermano che l’accordo stipulato sia solo di comodo, dato che mantiene le condizioni settoriali allo stesso punto di prima.

 

La parola al Governo: ecco cosa ne pensa del contratto per i riders

Come anticipato, il Ministero del Lavoro è dello stesso avviso dell maggiori associazioni sindacali.

La prima contestazione, giunta dall’ufficio legislativo del Ministero, riguarda il fatto di aver coinvolto una sola organizzazione sindacale. Di fatti, la legge prevede che, per stipulare un contratto si debbano interpellare le associazioni “con maggiore rappresentatività comparativa”, caratteristica non posseduta da Ugl.

Altra nota dolente: la paga oraria, basata sulle consegne nel tempo. Parametro controllato e stimato dalla sola azienda committente.

Per questo, il Ministero del lavoro ha inviato una lettera a Matteo Sarzana, presidente di AssoDelivery e Deliveroo Italia, informandolo dei punti contrattuali da rivedere.

 

Contratto sì, contratto no. In conclusione?

Purtroppo, come risulta evidente dai “botta e risposta” che si sono susseguiti in questi giorni, il tutto si è concluso con un nulla di fatto.

Ad oggi, si possono solo attendere nuovi sviluppi in merito, sperando che la categoria dei riders sia, finalmente, regolamentata e tutelata da un contratto che rispetti la loro valida e importante mansione, anche se spesso sottovalutata.

A tal proposito, Cgil, Cisl e Uil si incontreranno con la ministra Catalfo il 24 settembre per discutere in merito.

 

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