Lockdown 2.0, praticamente una certezza

Nelle ultime ore, a livello nazionale non si parla d’altro: è iniziata la seconda ondata di Covid? Con l’abbassarsi delle temperature i casi hanno ripreso il tragico conto: il 18 ottobre si sono registrati oltre 11.705 casi positivi e più di 60 morti. 

 

Si, è vero che sono anche aumentati i tamponi, ma questo non distoglie lo sguardo dai tragici esiti che non fanno altro che preannunciare un nuovo periodo di lockdown. 

A tal proposito si è espresso il virologo Andrea Crisanti, sostenendo che una nuova fase di quarantena sia ormai appurata: <<Lockdown a Natale, è nell’ordine delle cose>> dice Crisanti a RaiNews24. Il presidente del Consiglio, Conte si astiene da fare previsioni relative al periodo natalizio e si limita a parlare delle precauzioni idonee ad evitare un possibile lockdown nazionale. Questo, il motivo del nuovo Dpcm che impone nuovamente l’obbligo della mascherina in tutto il paese e non solo. Cosa ne sarà della nostra economia? Il delivery e l’online tornano ancora una volta in soccorso delle imprese.

 

 

Il nuovo Dpcm

Il nuovo Dpcm vieta le feste sia in luoghi chiusi che privati, invita le persone che vogliano fare feste private a rispettare le restrizioni e di fare riunioni contingentate con un massimo di 6 persone non conviventi. 

Inoltre, vengono imposte nuove normative per le attività commerciali: si torna ad un numero di coperti limitati per i ristoranti ed i bar; si riconferma l’obbligo di rispettare le norme di igiene consone alla situazione; i locali non potranno permanere aperti oltre un determinato orario

Per quanto riguarda le attività professionali e le possibili modalità di svolgimento, il Dpcm si limita ad invitare a soluzioni di <<lavoro agile>> da casa o << a distanza>>. Nel Dpcm non si parla, invece, di lezioni a distanza per i liceali. 

 

Poca sicurezza e molta incertezza… che fare?

Da una prospettiva più generale, all’infuori delle prerogative del Dpcm, sono in tanti a supporre la necessità di restrizioni più mirate e localizzate: come la possibilità di lockdown regionali.

Solo qualche giorno fa, il presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca ha imposto la chiusura di scuole ed università all’interno della regione. Decisione presa per via dell’alto numero di contagiati tra studenti e docenti; didattica a distanza fino al 30 di ottobre. Per questo, è stato aspramente criticato dalla Azzolina <<Decisione gravissima>>. Anche il Presidente Conte si espresso al rigurardo, sostenendo che << le regioni possono adottare misure più restrittive, ma chiuderle in blocco non è la migliore soluzione>>.

Si può sicuramente affermare che il numero di casi sta aumentando via a via sempre di più. Ormai non si può più negare l’evidenza: il Covid è tutt’ora una realtà vigente nel nostro territorio. 

Le sicurezze e le certezze sul da farsi sono poche. Le comunicazioni elargite da chi di dovere sono tante e mutevoli, è difficile stare al passo con tutto quello che accade e viene detto, ma una certezza c’è e si chiama digitale. 

 

Websoft companies, digital-web e nuove opportunità di lavoro digitale

In questo clima tinto ed intriso di dubbi ed incertezze una salvezza c’è: il digitale, l’unico ad offrire tante possibilità in più ambienti.

<< Se la manifattura ha frenato a seguito dell’arrivo della pandemia (-11% rispetto al primo semestre 2019), il fatturato delle WebSoft company continua a crescere. Segnando un +17% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. 

L’aumento dei ricavi ha interessato soprattutto gli ambiti che i lockdown hanno favorito: l’e-commerce, +31% rispetto allo stesso periodo del 2019, il Fintech (+26,1%), la sottoscrizione di abbonamenti (+24,6%) e l’offerta di servizi cloud, con un aumento del 22,2% sul primo semestre 2019.>> 

Il settore del digital-web offre tante possibilità di lavoro, ma anche l’opportunità d’incrementare i fatturati degli imprenditori che optano per soluzioni digitali adatte alle proprie attività commerciali.

Allo stesso modo, coloro i quali intendono mettersi in proprio e fare impresa in maniera intelligente, sfruttando le nuove dinamiche di mercato, non dovrebbero perdere di vista opportunità di investimento in tal senso. 

 

Comuni a Domicilio ti aiuta a digitalizzare

In Italia, durante il lockdown, tantissimi negozianti ed imprenditori hanno aperto le loro porte alla realtà digitale, aggiornandosi per poter offrire servizi completi ai propri clienti. Tutto ciò rispettando le normative socio-sanitarie obbligatorie e dovute al caso. Per mettere in atto questo aggiornamento delle loro attività, gli imprenditori territoriali si sono rivolti ad aziende che si occupano di commercio elettronico in tutta la Nazione, ma non solo. Infatti, le aziende del settore in questione più note in Italia, sono prevalentemente estere: Just Eat, Deliveroo, Amazon, ecc. 

Se la possibilità di un nuovo lockdown non si può più negare, allora, lo stesso vale per il digitale: non si può più rinunciare a soluzioni digitali per le proprie aziende. Bisogna digitalizzarsi, è l’unico modo per proteggere le proprie attività da minacce come quelle della crisi economica causata dal Covid-19.

Digitalizzarsi per contribuire ad un netto miglioramento dell’intero sistema economico italiano, partendo da un aiuto mirato delle singole economie locali, questo è il progetto pulsante nel cuore di Comuni a Domicilio. 

Comuni a Domicilio è l’azienda di commercio elettronico nata appositamente per l’Italia. Aprendo un’agenzia di Comuni a Domicilio nella tua città o territorio, diventerai il punto di riferimento digitale di cui l’economia ha bisogno. Aiuterai le piccole, medie e grandi imprese della tua zona a digitalizzarsi per poter proseguire in tutta sicurezza anche in un momento storico carico di incertezze. Non rimanere indietro, sali a bordo dell’arca digitale di Comuni a Domicilio!

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