Pagamenti digitali: i contanti del futuro e la diffidenza degli italiani

Da sempre gli italiani preferiscono l’uso dei contanti ai pagamenti elettronici o digitali. Tuttavia alla base ci sarebbe una disinformazione generalizzata sul tema “sicurezza”.

Secondo una ricerca della BCE del 2019, 85,9% degli italiani intervistati preferiscono i pagamenti in contanti ai pagamenti digitali, praticamente 6 italiani su 7. I paesi che utilizzano più contante del Bel Paese sono solo Spagna (87%), Grecia e Cipro (88%) e Malta (92%).

Un dato interessante, però, è che la spesa pagata con contanti dagli italiani copre il 68,4% del totale, a dimostrazione che il contante viene usato dagli italiani principalmente per piccole spese.

Quali sono i motivi del prevalente utilizzo del contante in Italia?

Dall’intervista effettuata dalla BCE è emerso che motivi più comuni del pagamento in contanti sono i seguenti:

  • Il contante è sempre accettato
  • É più veloce e immediato
  • Consente di controllare meglio le spese
  • É più semplice dei pagamenti digitali
  • Non bisogna controllare se si ha sufficiente denaro
  • É più sicuro (ne siamo certi?)

Quello che salta all’occhio da questi motivi è principalmente la disinformazione degli italiani per quanto riguarda i pagamenti elettronici.

 

I vantaggi dei pagamenti digitali

Partendo dalle convinzioni errate degli italiani sui contanti possiamo dire che i pagamenti tramite carta o smartphone (con applicazioni come Paypal e Apple Pay ad esempio) sono più sicuri dei contanti, in quanto ci tutelano meglio da furti, rapine, smarrimenti e dall’eventualità di ricevere banconote false.

Da non trascurare è anche l’immediatezza del pagamento, e il fatto che sia molto più semplice tramite applicazioni ad hoc, monitorare le proprie finanze in qualsiasi momento.

I pagamenti digitali, inoltre, sono perfetti per gli acquisti online, perché facilitano il rimborso in caso di reso della merce: se non c’è scambio di denaro contante ma solo transazioni elettroniche basta un click per rimborsare l’utente e tutto passa da circuiti internazionali affidabili e sicuri.

Con le carte e le app di pagamento, poi, è possibile fare acquisti in Italia o all’estero, anche in altre valute, in modo automatico e senza intoppi: la conversione della valuta avverrà in modo trasparente all’utente.

Detto questo, è facile arrivare alla conclusione che la diffidenza degli italiani per i pagamenti digitali è sicuramente riconducibile ad un fattore culturale, a consuetudini cristallizzate nel tempo e difficili da modificare senza interventi esterni. Inoltre, il contante è tangibile e ciò aiuta a gestire meglio le spese, almeno al momento.

 

La pandemia di Covid-19 del 2020 ha cambiato le abitudi degli italiani

Con la pandemia, i pagamenti elettronici si sono dimostrati degli importanti alleati per i cittadini, e molti italiani si sono avvicinati ancora di più al mondo dell’eCommerce e dei pagamenti online.

Da una ricerca KRUK, il 54% degli intervistati dai 18 fino ai 60 anni ha dichiarato di aver acquistato maggiormente online durante il lockdown e di continuare a privilegiare i pagamenti elettronici rispetto alle banconote, non da ultimo perché danno minore possibilità di trasmissione del virus (come sottolinea il 7%). Solo il 10% non vede l’ora di tornare il prima possibile alle banconote.

Come rivela l’Osservatorio Innovative Payments del Polimi, il comparto dell’acquisto di prodotti online ha fatto segnare un aumento del 31% nel 2020, controbilanciato da una crisi della categoria servizi (-47%), legati in buona misura alla crisi dei comparti viaggi e turismo.

Lo smartphone è diventato il device preferito dagli italiani per effettuare pagamenti da remoto e acquisti online, superando il PC. Il Mobile Commerce raggiunge infatti quota 15,65 miliardi di euro, 51% dell’eCommerce, segno di una sempre maggiore facilità e velocità nell’uso di questo dispositivo.

La percentuale di spesa pagata con carte di credito, debito o fedeltà è passata dal 57% del 2019 al 68% nel 2020. Un balzo percentuale di 11 punti in un solo anno, maggiore di due punti rispetto a tutto il periodo dal 2011 al 2019, quando i pagamenti elettronici erano passati dal 48% al 57% appunto.

 

Anche il governo spinge la transizione verso i pagamenti digitali: nuove regole sui pagamenti in contanti

Ruolo importante nella transizione verso i pagamenti digitali lo ricopre il governo, che incentiva sempre di più i pagamenti elettronici, dunque rintracciabili. Con le politiche attuate di recente, come il Cashback di stato e la Lotteria degli scontrini, è chiaro l’intento del governo in questo senso. Dal 1° Gennaio 2022, inoltre, non sarà più possibile pagare in contanti somme di denaro superiori ai 1000 Euro. Per chi trasgredisce, la sanzione sarà dai mille fino ai 50mila euro.

Tra le tante motivazioni di questa spinta verso il cashless (assenza di cash o contanti), è dimostrato che limitare l’uso dei contanti è una strategia efficace per contrastare l’evasione fiscale. Inoltre la gestione dei contanti costa al nostro Paese ben 12 Miliardi di euro all’anno.

In definitiva, il passaggio ai pagamenti digitali offre numerosi vantaggi sia all’economia italiana che al singolo consumatore. Quindi, molto presto, dovremo dire definitivamente “addios”ai cari vecchi contanti.

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