Lancia un business online locale tutto tuo e contribuisci alla digitalizzazione dell’Italia

Creare un’Italia più digitale non è solo un progetto necessario, ma una priorità cui dedicarsi immediatamente e con grande slancio. Ne va delle nostre piccole medie imprese, del futuro di noi italiani. A tale proposito, Comuni a Domicilio, il network di servizi digitali, aiuta imprenditori ed aspiranti tali a creare un proprio business online nel comune o territorio di appartenenza. 

 

L’Italia è scarsamente digitalizzata secondo il quadro europeo. L’emergenza sanitaria ed il conseguente lockdown hanno messo in luce le carenze digitali del paese. Dunque, hanno reso evidente la fondamentale importanza delle tecnologie digitali per le piccole medie imprese locali.

Durante la pandemia, se solo le imprese fossero state più pronte, ovvero più digitali, ci sarebbe stata una maggiore continuità delle vendite. E, con ogni probabilità, tante imprese non avrebbero deciso di chiudere i battenti.

Tuttavia, benché l’Italia, secondo il quadro europeo, sia poco digitalizzata, siamo ancora in tempo per costruire le basi per una rete di imprese maggiormente digitali. Questo è ciò di cui si occupa Comuni a Domicilio, il network in franchising che in pochi mesi conta circa 20 agenzie, tra quelle attive e quelle in partenza, sparse su tutto il territorio italiano.

 

Secondo il DESI, l’Italia si posiziona come “fanalino di coda” dell’Europa. Ecco come la Commissione europea monitora i progressi digitali dei suoi membri

Partiamo chiarendo che cos’è il DESI. Si tratta dell’Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società (Digital Economy and Society Index). Attraverso le relazioni che fornisce alla Commissione Europea, quest’ultima monitora il progresso digitale degli Stati membri. È dal 2014 che il DESI è in funzione.

Per poter fornire dati attendibili ed utili, il DESI tiene sotto controllo una serie di parametri, al fine di misurare il livello di digitalizzazione dei paesi europei, suddivisibili in cinque macro aree:

  1. Connettività (che vale il 25% dell’indice)
  2. Competenze digitali (che incidono per il 25%)
  3. Uso di Internet da parte dei singoli (il cui valore corrisponde al 15%)
  4. Integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese (che vale il 20% dell’indice)
  5. Servizi pubblici digitali (che vanno a coprire il restante 15% dell’indice)

Quest’anno è stato registrato un piccolo miglioramento generale nel settore digitale, ma la Commissione ammonisce riguardo alla necessità ulteriore di “[…] migliorare le competenze digitali dei cittadini e digitalizzare ulteriormente le imprese e il settore pubblico”.

Secondo la Vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager: “La crisi Covid-19 ha dimostrato quanto sia fondamentale che i cittadini e le imprese siano collegati e in grado di interagire tra loro online”.

Purtroppo, l’Italia si posiziona come “fanalino di coda” dell’Europa. Dunque, quando si parla di Italia digitale, purtroppo, la strada da percorrere è ancora lunga. Secondo l’indice Desi 2020 il nostro Paese si posiziona venticinquesimo in Europa (quartultimo) collocandosi in maniera migliore solo rispetto a Romania, Grecia e Bulgaria.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha, inoltre, dichiarato: “I dati che pubblichiamo oggi dimostrano che, ora più che mai, l’industria si avvale di soluzioni digitali. Dobbiamo garantire che lo stesso facciano le piccole e medie imprese e che le tecnologie digitali più avanzate si diffondano in tutta l’economia.

Occorre sostenere le PMI per accelerare la ripresa economica del paese

Per poter rilanciare l’economia, in particolare quella di piccole e medie imprese, è dunque necessario che le strutture aziendali siano corredate e potenziate da strumenti adatti a sostenere il nuovo modo di affrontare il mercato, offrendo così una spinta positiva verso l’uscita dalla crisi.

Anche Google, che ha sempre creduto nell’importanza di diffondere le competenze digitali utili a far crescere un’attività, sta avviando un’iniziativa con la partnership della società americana Mountain View per accelerare la digitalizzazione delle imprese italiane.

Iniziative, idee e progetti, però, non arrivano solo dall’estero. Anche in Italia, infatti, esiste un network che, da circa un anno, lavora per agevolare l’operato di piccole e medie imprese locali, migliorando nel contempo i servizi offerti ai cittadini. Tutto ciò, avvalendosi di quello che la tecnologia ha da offrire. Questo network è Comuni a Domicilio.

 

Entra nel network che contribuisce ad un’Italia più digitale e crea il tuo marketplace stile Amazon ma a chilometro zero

Comuni a Domicilio, presente in varie regioni d’Italia, è il network in franchising che si propone di mettere in contatto i cittadini con tutte le attività dislocate sul territorio. Per fare ciò, aiuta gli imprenditori locali (o aspiranti tali) a creare il proprio marketplace stile Amazon ma a chilometro zero. Cosa significa esattamente?

Si tratta di un’app di e-commerce per mezzo della quale le aziende locali possono mettersi in luce e vendere i propri prodotti online. Ma non solo: l’app consente di effettuare prenotazioni ed ordinazioni d’asporto; consultare un menù(o volantino) digitale; contattare le imprese tramite telefono o Whatsapp (per un contatto ben più diretto).

Parliamo di “Amazon a chilometro zero” poiché l’app funziona proprio come il noto colosso di e-commerce ma con una grande differenza: la territorialità. Sulla app di Comuni a Domicilio è possibile trovare solo imprese made in Italy e legate al territorio. Se abito a Firenze, troverò prevalentemente aziende fiorentine: Il mio ristorantino preferito, il negozio di fiori all’angolo della strada. Il calzolaio della zona, l’erboristeria di quartiere. Stessa cosa se abito a Bologna o in qualunque altra città d’Italia. Ciò che conta è l’opportunità di acquistare localmente dalle imprese del posto. Senza dover ricorrere ad aziende straniere che continuano ad impoverire l’economia nazionale.

Dunque, grazie a tali mezzi, è possibile valorizzare e rilanciare l’economia locale, supportando attività commerciali, artigiani, produttori e aziende di ogni genere presenti proprio in quel territorio. Ogni comune o territorio possiede la sua app locale. Ad ogni App, e circuito, corrisponde un imprenditore che possiede l’esclusiva di zona. L’imprenditore che gestisce il circuito locale si affida a Comuni a Domicilio per tutta la parte di software, formazione, grafica e comunicazione digitale.

Inoltre, l’app si può interfacciare con un apposito software di logistica con cui gestire anche l’aspetto delle consegne a domicilio. Infine, le imprese hanno l’opportunità di inviare notifiche push e sconti promozionali ai clienti col fine di aumentare fidelizzazione e vendite.

 

Ottieni l’esclusiva del tuo comune o territorio ed entra nel network Comuni a Domicilio

Comuni a Domicilio aiuta gli imprenditori a creare il proprio business online nel settore più forte del momento. Tale business aiuterà le imprese a digitalizzarsi e diventare più competitive. Infatti, solo con l’impegno e la buona volontà di tutti, è possibile supportare l’Italia nel suo viaggio verso una realtà sempre più digitale.

Per entrare in Comuni a Domicilio occorre avere una mente aperta al cambiamento e pronta alle nuove sfide digitali. Inoltre, occorre avere un piccolo salvadanaio da investire in questo nuovo settore, un budget con cui sostenere l’investimento legato alla parte di software prevista dal format.

Il software, o l’app è il fulcro sul quale svolgere tutta l’attività: il collegamento fra imprese e privati. Lo strumento con cui acquistare prodotti; prenotare un tavolo; effettuare un ordine d’asporto, e molto altro ancora. Da un lato il software, dall’altro il rapporto umano con le imprese che entrano nel circuito locale. Questi i due aspetti fondamentali del business.

Attualmente, Comuni a Domicilio è presente con circa 20 agenzie nelle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Alcune già operative, altre in fase di start up. E sono previste numerose nuove aperture tra il 2020 ed il 2021.

Per chiedere l’esclusiva nel proprio comune o territorio è possibile contattare Comuni a Domicilio tramite il seguente form. L’iter è piuttosto veloce: dopo aver appurato che l’area di interesse sia ancora disponibile è possibile fissare un appuntamento telefonico di approfondimento.

In definitiva, l’evoluzione del paese dipende da come saremo in grado di affrontare le nuove sfide digitali e dalle strategie che attueremo insieme. Sempre aperto al cambiamento ed al miglioramento costante, il network Comuni a Domicilio si prefigge di trovare imprenditori in grado di condividere la stessa vision: un’Italia sempre più digitale. 

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